Wall Street, uno sguardo al 2021

Come le anomalie di mercato possono farci da ulteriore indicatore nelle nostre analisi.

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Nel processo di analisi e formulazione di aspettative per periodi vicini all’anno, può essere utile ricordare come l’efficienza dei mercati, ma sopratutto le sue anomalie, possano influenzare l’andamento dei prezzi e quindi le nostre performance. Effetto Gennaio, Early warning, Santa Claus Rally… Ecco perché un investitore dovrebbe dare uno sguardo anche a questi dati.

Le anomalie di mercato, cosa bisogna guardare:

Lo studio del funzionamento dei mercati mobiliari ci insegna come i prezzi possano essere influenzati da diversi fattori e che questa influenza ci fa da parametro dell’efficienza di un mercato, la quale può essere analizzata sotto molteplici punti di vista: tecnico-operativa, allocativa, valutativa e informativa; proprio quest’ultima è caratterizzata da alcune anomalie, la cui conoscenza può essere utile durante il processo di analisi dei rendimenti sia attesi (ex-ante), che effettivi (ex-post).
Si parla di anomalie del mercato riferendosi alla differenza tra la performance di un titolo e il trend atteso (cioè secondo quanto stabilito dall’ipotesi di mercato efficiente, in cui le quotazioni azionarie riflettano tutte le informazioni disponibili in un determinato momento).

L’efficienza informativa dipende dalla quantità di informazioni che il mercato effettivamente incorpora nei prezzi, dividendosi in forma debole, semi-forte e forte, a seconda che vengano incorporate solo le informazioni storiche dei prezzi, o anche le informazioni pubbliche, o anche le informazioni private a livello manageriale.

Tale andamento però, subisce degli scostamenti durante alcuni periodi particolari, da essi prende quindi un nome significativo. Quelli utili nell’analisi odierna sono:
Early warning: che fa riferimento alle prime cinque sedute borsistiche del nuovo anno che funge da “anticipatore di trend” dell’anno;
Effetto Gennaio: descrive l’aumento del volume di trading e, di conseguenza, dei prezzi delle azioni nell’ultima settimana di dicembre e nelle prime due o tre settimane di gennaio;
Santa Claus Rally: si basa sull’andamento delle ultime cinque sedute borsistiche dell’anno e sulle prime due del nuovo anno.

Le anomalie di mercato, cosa ci dice (per ora) il 2021:

Quando parliamo dell’andamento generale di Wall Street facciamo riferimento all’indice S&P500. Vediamo, quindi, come questo si sia mosso nei 3 periodi temporali considerati dalle anomalie proposte. Consideriamo ai fini statistici i dati dal 1950 ad oggi:

Per l’Early warning,
dei 71 anni considerati, in 45 casi è stato positivo e, tra questi, solo in 7 anni il segno della performance finale dell’S&P è stato diverso. In altre parole, in caso di un andamento positivo delle prime cinque sedute del nuovo anno, nell’ 84,5% dei casi il segno è confermato per l’intero anno. Nel 16% di casi in cui l’early warning è stato smentito, il 28% di essi la perdita è stata assolutamente marginale.
Analogamente, dei 24 anni in cui l’early warning ha evidenziato un segnale negativo nelle prime cinque sedute, solo in 10 casi, ovvero il 41,2%, effettivamente l’anno ha avuto un andamento negativo.
Nella ultima seduta borsistica del 2020, l’indice S&P500 aveva chiuso il 31 dicembre a $3756,07. A parte la prima seduta del 4 gennaio in cui l’indice ha subito una violenta presa di profitto, le successive giornate si sono poi chiuse positivamente. Dal minimo a $3662 del 4 gennaio (con chiusura a 3700,65), il successivo 8 gennaio l’S&P500 ha chiuso a 3824,68, con un guadagno complessivo dalla chiusura del 31 gennaio del 1,83%.
(Un early warning dell’1,83% si posiziona dal 1950 all’interno del migliore 30%, per cui il positivo risultato del 2021 si può definire “solido”, ndr)

Per il January Barometer, come da detto popolare
As January goes, so goes the year
Dal 1950 solo in 17 casi su 71 il Barometro è stato smentito. Nel 73% dei casi l’andamento di gennaio si è riflesso sull’anno.
Lo scorso 31 dicembre 2020 la chiusura era stata $3756,07 e alla fine del periodo, il 29 gennaio scorso, la chiusura è stata 3714,14, evidenziando una perdita dell’1,1%. Il paradosso è che si è trattato di una liquidazione di fine mese, perché sia la seduta precedente che la successiva erano invece state contraddistinte da performance decisamente positive con chiusure sensibilmente più elevate (rispettivamente a 3787,38 e a $3773,86, ndr).

Infine per il Santa Claus Rally, partendo da un altro detto popolare
if Santa Claus should fail to call, Bears may come to broad and wall” 
Nel periodo compreso tra 24 dicembre 2020 e 5 gennaio 2021 la performance degli ultimi cinque giorni di dicembre è stata rispettivamente dello 0,35%, 0,87%, 0,22%, 0,13%, 0,64%, mentre le prime due sedute di gennaio hanno segnato rispettivamente -1,48% e 0,71%, a calcoli effettuati, il risultato totale è stato positivo per l’1%.

Le anomalie di mercato, analisi ex-ante del 2021:

Nel 2021 il segnale delle due principali stagionalità dell’anno è quindi tendenzialmente contraddittorio:
ad un early warning che lascerebbe ipotizzare una chiusura positiva per l’S&P500 nel 2021, si contrappone il Barometro che invece evidenzia una chiusura negativa.


Statisticamente il quadro è perciò confuso e per gli analisti non ci sono indicazioni forti e precise su quello che potrebbe essere l’andamento del 2021 utilizzando queste due stagionalità come strumento predittivo.
Viceversa, il Santa Claus rally, anch’esso di segno positivo, sommato con l’Early warning va a superare il Barometro.

Dati questi segni contraddittori ricavati dagli indicatori di stagionalità, possiamo affermare che per quest’anno dovremo ancora di più basarci sull’analisi fondamentale e l’analisi tecnica.

A cura di Luigi Capogrosso

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